MATRIMONIO INDIANO IN ITALIA : COME ORGANIZZARE UN PERFETTO MATRIMONIO INDIANO IN ITALIA

 

 

Il matrimonio è celebrato in tutto il mondo come uno degli eventi più importanti della vita propria e di chi ci circonda. In India, un’incredibile varietà di rituali, usanze e pratiche antiche caratterizza il matrimonio a seconda della regione, cultura, e religione locale. Ciò che accomuna i matrimoni in tutta l’India è il fervore e la tendenza al rispetto delle tradizioni attraverso cui parenti e amici organizzano i preparativi e le cerimonie.

Gli sposi si preparano materialmente e spiritualmente al proprio matrimonio. La sposa indiana tradizionalmente indossa un sari nuziale in seta, raso, cotone o altri materiali. Il colore dell’abito è compreso tra le varie tonalità del rosso, considerato di buon auspicio. L’alternativa più diffusa al sari è il lehenga, un abito elaborato tradizionale, ma anche contemporaneo, che viene realizzato in vari materiali e colori che spaziano dal rosso al rosa e dal blu al verde. La sposa è ornata di gioielli come i bracciali, che sono il simbolo dei riti nuziali, il maangtika, posizionato sulla fronte, gli orecchini, l’anello al naso, una vistosa collana, anelli e cavigliere.

Da un punto di vista religioso, il matrimonio induista rappresenta l’unione degli sposi per sette vite, l’unione delle loro anime ma anche quella delle loro famiglie. Sebbene in India ci siano innumerevoli variazioni per quanto riguarda i riti nuziali, esistono alcune usanze generalmente osservate da tutti gli induisti prima, durante e dopo il matrimonio. Spesso, in occasione della cerimonia di fidanzamento viene stabilita una data di buon auspicio per il matrimonio. Le famiglie dei futuri sposi si scambiano dei regali come gesto di accoglienza reciproca e di consenso sulla loro unione. Prima del matrimonio, le famiglie pregano il dio Ganesh di rimuovere gli ostacoli dal percorso di vita della coppia (Ganesh Puja). Inoltre, altri tre rituali vengono svolti, chiamati Mehendi, Sangeet and Haldi.

Il primo riguarda l’applicazione decorativa dell’henné sulle mani degli sposi a formare motivi floreali e astratti. Il secondo è una cerimonia ricreativa con musica e danze. Il terzo è un rituale in cui alcune donne delle due famiglie ricoprono la pelle degli sposi con una pasta di curcuma, sandalo e acqua di rose.

Tradizionalmente, i genitori della sposa ospitano la cerimonia nuziale. Durante la celebrazione nota come Kanyadaan, la mano sinistra della sposa è posta sulla mano destra dello sposo e i genitori di lei pronunciano la formula che la affida a suo marito e assolve il proprio karma negativo. Lo sposo accetta la mano della sposa e i due si promettono fedeltà reciproca (Paanigrahan). Sotto un padiglione chiamato mandap viene acceso il Fuoco Sacro a cui gli sposi offrono ghee (Vivaha Homa) e riso (Laja Homa). A questo punto, gli sposi fanno sette cerchi attorno al Fuoco Sacro con le estremità delle loro vesti annodate tra loro e pronunciando la promessa di essere compagni eterni di vita (Agni Pradakshina). Infine, la coppia compie il Saptapadi o i sette voti sacri. La sposa compie sette passi simbolici mentre spinge una pietra sul pavimento con il piede sinistro. Ogni passo indica una specifica promessa reciproca, tra cui quelle riguardanti il rispetto e l’onore, l’empatia, la fiducia e la lealtà, la conoscenza e il sacrificio, la purezza delle emozioni e il senso del dovere, la crescita spirituale, l’amicizia e l’amore.

Dopo il matrimonio c’è la cerimonia del Vidaai, durante la quale la sposa mette fine al debito con i suoi genitori per averla cresciuta gettando simbolicamente del riso all’indietro.

La sposa, la sua famiglia e i suoi amici si salutano piangendo e benedicendo la sua vita coniugale mentre lei lascia la casa paterna. Nella casa dello sposo, la coppia viene accolta dalla madre di lui con una preghiera. Considerata come un’incarnazione della dea Lakshmi, la sposa varca la soglia spingendo un vaso pieno di riso con il piede destro fino a rovesciarlo. Questo gesto rituale significa che lei è portatrice di abbondanza per la sua nuova famiglia. Poi immerge i piedi in una miscela color rosso vermiglio ed entra in casa, lasciando impronte sul pavimento. Al termine dei rituali, la famiglia della sposa organizza un ricevimento a base di cibo, musica e benedizioni.

Il matrimonio musulmano in India, come quello induista, prevede rituali da osservare prima, durante e dopo il matrimonio stesso. L’annuncio ufficiale alla comunità avviene con il Salatul Ishtikara: l’Imam della moschea vicina compie una preghiera speciale in cui cerca il consenso di Allah per l’unione prevista e chiede la sua benedizione per la futura coppia insieme agli aspiranti sposi. Dopo l’accettazione formale della sposa nella sua futura famiglia (Imam Zamin), avviene la cerimonia ufficiale di fidanzamento (Mangni) con le stesse modalità di quella induista. Anche le usanze relative alla pasta di curcuma (Manjha) e all’henné (Mehendi) sono simili ai riti induisti. Un’ultima tradizione prima del matrimonio è chiamata Sanchaq, secondo la quale i parenti dello sposo portano doni alla sposa, compreso l’abito nuziale e gli ornamenti.

Il giorno prefissato, lo sposo raggiunge il luogo del matrimonio accompagnato da familiari e amici con un’auto decorata e mandata dalla famiglia della sposa. Questo corteo festoso è noto come Baraat. Dopo un caloroso benvenuto allo sposo, la cerimonia nuziale Nikah inizia, officiata da un sacerdote religioso o maulvi. Durante la cerimonia, gli uomini e le donne sono seduti in gruppi separati, compresi gli sposi. La famiglia dello sposo presenta il mehr alla sposa, cioè un importo prestabilito per chiedere il suo consenso. Dopo una preghiera tratta del Corano, il maulvi conduce il rituale chiamato Ijab-e-Qubool. Chiedendo tre volte alla sposa e poi allo sposo se acconsentono al matrimonio con la domanda “Qubool Hain?”, loro risponderanno tre volte con tono affermativo “Qubool Hain”. In presenza di almeno due testimoni per parte, si procede alla firma del contratto Nikahnama che delinea i doveri e i riti degli sposi come decretato dal Corano. In seguito, il maulvi recita un discorso religioso (Khutba) e i voti matrimoniali che gli sposi sono tenuti ad ascoltare senza ripetere. Gli anziani della famiglia benedicono la coppia. Infine, gli sposi possono rivolgersi lo sguardo per la prima volta dopo il matrimonio attraverso uno specchio con il Corano posto al di sopra di esso (Arsi Mushraf).

Dopo la cerimonia nuziale, la sposa saluta in lacrime la sua famiglia per andare a vivere nella casa di suo marito (Rukhsat), dove viene calorosamente accolta dalla suocera. Il Corano viene posto sulla sua testa come gesto di benvenuto e come promemoria dei suoi doveri. Una grande festa di accoglienza caratterizzata da tradizionali prelibatezze musulmane come biryani e meat korma viene organizzata con il nome di Walimah. Questa celebrazione rappresenta la dichiarazione pubblica del matrimonio. Gli sposi sono generalmente seduti su un trono in cima a un palco, dove si incontrano e salutano tutti i membri di entrambe le famiglie. Un’ultima usanza chiamata Chauthi prevede che gli sposi visitino la casa dei genitori della sposa il quarto giorno di matrimonio, ricevendo regali e cibo in abbondanza.

Anche il matrimonio Sikh inizia con una cerimonia di fidanzamento (Kurmai). La data del matrimonio viene fissata dopo una lettura completa del libro sacro Guru Granth Sahib da parte delle due famiglie (Akhand Paath) e dopo uno scambio di regali. Dopo il fidanzamento, la famiglia dello sposo visita la sposa per donarle abili e gioielli. La madre dello sposo copre simbolicamente la testa della sposa con un chunni, un velo (Chunni Chadai). Le cerimonie del Mehendi e della pasta di curcuma e olio di senape (Vatnaa) sono presenti anche tra i rituali prenuziali Sikh. Il rituale chiamato Chooda prevede che lo zio materno della sposa le regali una serie di braccialetti rossi e bianchi che devono essere prima immersi nel latte.

A questo punto, i parenti della sposa legano un ornamento dorato chiamato kalire ai suoi braccialetti offrendo le loro benedizioni. Lei farà passare il kalire sopra la testa di tutte le sue amiche e parenti non sposate: colei sulla cui testa ricadrà l’ornamento sarà la prossima a sposarsi. Inoltre, un filo rosso è legato al polso destro dello sposo e a quello sinistro della sposa per proteggerli dai cattivi presagi (Gana). Un altro rituale, Gharoli, consiste nel far fare agli sposi il bagno nell’acqua santa di un vicino luogo di culto Sikh o gurudwara, portata con un vaso di terracotta dalla cognata dello sposo o della sposa.

Come nel matrimonio musulmano, il giorno del matrimonio avviene il corteo danzante e festoso chiamato Baraat. Una volta raggiunto il luogo dove si terranno i riti nuziali, lo sposo viene accolto calorosamente. Anand Karaj, cioè “unione beata”, è la principale cerimonia del matrimonio Sikh. Nel gurudwara si assiste al Kirtan, dei canti religiosi. Un iniziato al Sikhismo denominato Amritdhari Sikh celebra il matrimonio che ruota attorno al Guru Granth Sahib. L’officiante recita le quattro lavaa, o preghiere che suggellano il matrimonio; ad ognuna di esse è associato un giro degli sposi intorno al Guru Granth Sahib in senso orario (Lavaan Pheras). Subito dopo, i raagi cantano gli inni di Anand Sahib e un dolce cerimoniale viene offerto a tutti i partecipanti (Khatah Prasad). Alla fine della cerimonia nuziale, viene servito un delizioso pranzo vegetariano e gli sposi condividono il pasto.

Dopo il matrimonio, un ricevimento ricco di danze e musica viene organizzato dalla famiglia dello sposo. In seguito, arriva anche il momento dell’addio emotivo tra la sposa e la sua famiglia, che viene condotta e accolta a casa di suo marito (Doli e Vidaai). Come nel matrimonio musulmano, infine, la coppia visita la casa della sposa per la prima volta dopo il matrimonio e riceve un caloroso benvenuto con regali e un pasto elaborato.

Oggi è molto diffuso anche il matrimonio misto, cioè il matrimonio tra persone di culture e religioni diverse, mescolando usanze e tradizioni.

Proprio come uno degli ultimi matrimoni Apsaras, tra Shehryar di origine pakistana e la bella Neha, di origine sud indiana ,il meraviglioso matrimonio interreligioso è finito addirittura su VOGUE. 

In conclusione, è importante considerare il ruolo della danza durante lo svolgimento di ogni tipo di matrimonio in India, per il corteo dello sposo così come per il ricevimento in seguito alla cerimonia nuziale. Apsaras è una realtà affermata in questo campo, danzando ai matrimoni indiani celebrati secondo le più disparate tradizioni e religioni. Soprattutto ad un matrimonio indiano, chi non resisterebbe al richiamo di Bollywood?

F

 

Francesca – Apsaras Team

 

Referenza: https://www.culturalindia.net/weddings/index.html

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